A Trento la crisi degli alloggi universitari tra fondi Pnrr (che mancano) e stanze singole da 400 euro (più spese). Frigotto: ''C'è preoccupazione, gli studenti andranno altrove"
Mancano alloggi per studenti e studentesse che provengono da fuori provincia. I nuovi interventi e le nuove edificazioni pensate dall'Opera Universitaria non saranno più finanziati dal Pnrr perché i fondi sono stati deviati. Frigotto: "Uno dei nodi fondamentali è che le proposte di alloggio sono in un'area geografica ristretta. Per problemi vari, primo fra tutti quello dei trasporti"

TRENTO. “La preoccupazione è forte. Stiamo arrivando al punto in cui l'alloggio è l'elemento critico per gli studenti dell'Università di Trento e quindi pur volendo scegliere il nostro ateneo come sede di studio per vari meriti, poi si trovano a dover virare perché non riescono a trovare un posto dove dormire”. La presidente dell'Opera Universitaria di Trento, Maria Laura Frigotto, non nasconde la propria preoccupazione sulla situazione degli alloggi per gli universitari. Un tema che nei prossimi anni rischia di aggravarsi ulteriormente con conseguenze importanti che rischiano di riversarsi non solo sull'Ateneo ma anche sulla stessa città di Trento.
I posti letto sono pochi e gli affitti sono alti. Sono molti gli studenti e le studentesse che provengono da fuori provincia: circa 10mila, pari al 65% del totale. A questi numeri si aggiungono un migliaio di dottorandi che cercano alloggio.
La situazione viene fotografata anche dalla piattaforma “Trent” in queste settimane. Il portale messo in capo per far incontrare il mercato privato con le richieste del mondo studentesco registra al momento 90 posti messi a disposizione ma il prezzo medio di una singola è di 400 euro più le spese.
“Gli alloggi saranno un elemento sempre più importante per la scelta degli studenti” spiega la presidente Frigotto. “Se devo pagare così tanto per una stanza lo faccio a Trento ma lo faccio anche in altre città che magari offrono delle altre cose e altri servizi”.
Le ricerche da parte degli studenti si concentrato in primis nella zona centrale di Trento. Da qui, spiega la presidente dell'Opera Universitaria, deriva una criticità che è quella rappresentata dai trasporti. “Uno dei nodi fondamentali – spiega Frigotto - è che tutte queste proposte di alloggio che sono nei desideri degli studenti sono in un'area geografica ristretta. Per problemi vari, primo fra tutti i trasporti, gli studenti vogliono vivere vicino al centro e vicini ai dipartimenti. E' un gatto che si morde la coda”.
In parallelo al mercato privato degli alloggi c'è però anche l'offerta messa in campo dall'Opera Universitaria. In totale sono circa 1200, ci spiega la presidente dell'Opera: “Quest'anno messi a bando erano 230 ma abbiamo ricevuto circa 700 domande che una volta 'scremate' sono diventate 550”. Un numero quasi dobbiamo rispetto all'offerta fornita dagli studentati che si spera di aumentare ancora di qualche unità con la prossima sessione di laurea.
A complicare ancora di più la situazione è la mancanza dei fondi Pnrr. L'Opera Universitaria ancora lo scorso anno aveva presentato 208 nuovi posti alloggio a Rovereto e 107 nuovi posti al campus Sanbapolis di Trento (Blocco G), oltre agli interventi di efficientamento energetico dell’immobile di Borino-Povo. Tre proposte progettuali che dovevano puntare ai fondi messi a disposizione dal decreto del Ministro dell’università e della ricerca dello scorso novembre, che stanziava 467 milioni per la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari, di cui 300 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Tutto questo piano, però, sembra essere andato a gambe all'aria. O almeno i finanziamenti dovranno arrivare in un altro modo.
“Le nuove edificazioni non sono più su fondi Pnrr” ci spiega Frigotto. “C'è stato un cambiamento perché i fondi sono stati destinati altrove. Le nuove costruzioni sono su fondi nazionali, che sono peraltro più contenuti. I lavori della commissione sono in corso e ci aspettiamo di conoscere a breve i risultati”. Il 40% di questi fondi nazionali sono destinati al sud. “Sappiamo che ci sono progetti presentati a livello nazionale per 1,2 miliardi e l'entità finanziata dovrebbe aggirarsi sui 300 milioni di euro circa. Stiamo però parlando di un finanziamento abbastanza fluido”.
Vista la situazione e visto il badget più ridotto che arriverà dal nazionale, l'Opera Universitaria ha ottenuto un finanziamento provinciale per iniziare la costruzione del “Blocco G” a Sanbapolis (110 posti). “Venerdì – spiega la presidente dell'Opera - abbiamo avuto le risorse e il consiglio di Amministrazione ha potuto procedere per il finanziamento dell'opera. Per il resto bisogna attendere”.













